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La burocrazia blocca un miliardo di euro d’investimenti!

L’esito del referendum sul nucleare apre oggi più che mai la necessità di definire scenari strategici sul versante energetico regionale in particolare per quanto concerne le fonti rinnovabili del solare, fotovoltaico, geotermico, biomasse e idroelettrico. Necessità sentita da molti imprenditori privati e pubblici che anche nella nostra Regione hanno programmato consistenti investimenti nel settore. E di ciò sono testimoni le tante domande di autorizzazione presentate in Regione presso gli uffici competenti. Numerose sono le domande che a oggi non hanno finito l’iter del procedimento autorizzativo a causa della inadeguatezza dell’ufficio del servizio energia della competente direzione centrale per l’ambiente. E tutto ciò non solo per la mancanza di personale (due funzionari e un dirigente) ma anche perché in soli tre anni di governo Tondo, il settore energia non ha mai trovato una collocazione definitiva girovagando dalla pianificazione territoriale, al patrimonio per giungere, infine,  all’ambiente. A ciò si aggiunga che nel corso di un anno si sono susseguiti a capo dell’ambiente ben tre assessori. Rimpasto giuntale che, come avevamo denunciato in aula, avrebbe prodotto un "fermo macchina" dovuto al rimescolamento delle deleghe, all’obbligato “apprendistato” dei neo assessori e al mancato coordinamento degli uffici da parte di un necessario e indispensabile direttore generale, senza il quale la struttura regionale è pressoché in balia di se stessa per mancanza di direttive. E, quindi, non potendo procedere alla convocazione delle conferenze dei servizi previste per legge che devono rilasciare l’autorizzazione unica ai cittadini e imprenditori entro novanta giorni, ne consegue un danno economico ingente. Infatti, le domande per l’installazione di impianti per la produzione di energia presentate in Regione, sono più di un centinaio per investimenti che si avvicinano al miliardo di euro. E, a ciò, bisogna considerare le possibili e, per certi versi, inevitabili richieste di danni alla Regione, conseguenti al mancato ottenimento dell’autorizzazione che, tra l’altro, impedisce agli operatori interessati di stipulare il contratto di cessione dell’energia ai gestori di settore. Al fine quindi di sollecitare una urgente assunzione di responsabilità da parte di Tondo per tutelare gli investimenti in un momento di grave crisi economica, soddisfare le richieste degli imprenditori e cittadini che da sempre chiedono snellimento burocratico e semplificazione delle procedure, è stata presentata un’interrogazione urgente in tal senso.

 

Trieste, 18 giugno 2011

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