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Intervista a "Il Piccolo" - 12/6/2011

Trieste, Gorizia e Pordenone al centrosinistra. Per il Pd è stato un trionfo? E’ vero è un trionfo per il centro sinistra. Ciò sta a significare che il PD deve recuperare consensi per ritornare ai livelli del 2008. Come sempre ho detto ha bisogno di rafforzare l’area di centro moderato per fare riforme che in questa legislatura non si sono viste e non s’intravvedono all’orizzonte.

Ma di quali riforme parla? Penso alle riforme strutturali delle istituzioni, alla riduzione del numero dei consiglieri regionali con una revisione dei benefici a loro riservati, allo snellimento della burocrazia, al sostegno concreto delle nostre imprese, a un welfare moderno, a una riorganizzazione sanitaria che dia eguaglianza a tutti i cittadini anche per il futuro. Solo così si recupererà la fiducia degli elettori nelle istituzioni, oggi venuta meno (a Trieste, quasi il 50% degli aventi diritto al voto Ha disertato le urne).

Lei non ha nascosto critiche in passato alla segreteria del partito. Stavolta i risultati sono arrivati, a cosa si deve? Il risultato è stato determinato dalla forte convergenza sui candidati a Sindaco da parte di tutte le forze di centro sinistra. Secondo me se avessimo da subito puntato ad allargare l’alleanza a tutte le forze di centro il risultato sarebbe stato più netto. 

Prima delle elezioni c’erano voci di una possibile uscita dal partito di alcune anime moderate. Le fibrillazioni sono rientrate? Il Pd va compatto verso le regionali? Si sa da sempre che per le elezioni a livello locale, come già detto, il candidato a Sindaco è il soggetto trainante per le forze politiche che ne determinano il consenso elettorale. A livello regionale invece, è necessario che il PD sappia essere rappresentato da tutte le forze che lo compongono perseguendo quel progetto di partito innovativo e riformista. Ne consegue che tutte le forze politiche devono sentirsi rappresentate nel programma che s’intende attuare e che deve concretizzare le aspettative di tutto il territorio.  Se così non fosse, i problemi resterebbero.

Il segretario Serracchiani parla di allargare l’alleanza. Pure in direzione Udc. E’ d’accordo? Finalmente si vede nel centro moderato un buon alleato.

Sel e Federazione della sinistra sarebbero compagni di viaggio affidabili? Sarà fondamentale il programma che s’intende proporre, estendere e condividere.

Quanto al candidato dovrete mettere in pista le primarie? Ritengo che sia per il PD una scelta obbligata.

Lei vi parteciperebbe? Non sono per le auto candidature e comunque è prematuro parlarne.

Meglio un politico o un esponente uscito da altri mondi come Illy, Honsell, Bolzonello, Pedrotti? Alcuni dei nomi che ha fatto si possono considerare politici a tutti gli effetti. Illy e Bolzonello, infatti, hanno ormai una lunga storia di attività politica. La scelta sul candidato migliore la faranno i cittadini che parteciperanno alle primarie.

Bolzonello è un nome sulla bocca di tutti. Lei lo vorrebbe candidato presidente? A onor del vero è sulla bocca di tutti sia il nome di Bolzonello, che quello della Serrachiani. Comunque, in democrazia un candidato deve piacere, avere carisma, essere scelto dai cittadini e presentare un potenziale che catalizza maggiori consensi.

Ritiene che il governo Tondo potrà riformare questa regione nei prossimi due anni? Ho sempre espresso dei dubbi sul buon risultato del governo Tondo che ora mi sento di confermare!

Tondo ricandidato. Ci crede o pensa a qualche colpo di scena? Non azzardo a guardare in casa d’altri tanto meno ora che il PDL vive un momento molto difficile.

Se cade Berlusconi, che succede secondo lei sia in uno che nell’altro schieramento? Se cade Berlusconi, penso che il centro sinistra andrà al governo.

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