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Troppi misteri per la terza corsia!

Troppi misteri dietro la decisione di Melò di lasciare la carica di amministratore delegato di autovie venete, le difficoltà e le incertezze di Terpin, mentre per ora, nessuna certezza in merito alla possibilità che anche Tondo lasci la carica di commissario straordinario. Dietro a questo nuovo quadro che si prospetta per autovie viene proprio da credere e pensare tutto nasca per le difficoltà che sono emerse per avere i finanziamenti necessari alla realizzazione della terza corsia. Del resto la decisione di Terpin di andare a Roma pare proprio non lasciare dubbi. Come dire che la decisione finale ci sarà solo dopo aver valutato che garanzie arrivano da Roma. Certamente le prospettive non sono buone e certamente così com’è stato impostato il progetto di realizzazione trova quelle difficoltà che come ho sempre detto erano prevedibili, per non dire impraticabili. Alla base di tutto ci sono due punti fondamentali: la decisione dell’anas e la pretesa di vincoli eccessivi da parte delle banche finanziatrici. Definire faciloneria o incompetenza le scelte fatte per l’ammodernamento dell’A4 quando piuttosto si deve parlare di progetto e finanziamenti che avrebbero dovuto prevedere fin da subito l’intervento dello stato per un’infrastruttura come questa che comunque non riguardo l’uso esclusivo della nostra regione ma dell’intera rete nazionale. Essere megalomane, di questi tempi non paga e non conviene. Credere che basti la volontà di pochi per realizzare una simile opera, pur nella consapevolezza che tutto ciò avrebbe pesato sulla testa dei cittadini è sempre stato considerato un grave errore. Sono finiti i tempi per essere o fare i megalomani ma piuttosto è necessario essere concreti e puntare a prospettive legate alla realtà e alla possibilità economica che s’intende e si può utilizzare. E’ quasi banale evidenziare come per l’anas potrebbe essere difficile se non impossibile, potersi impegnare in concessioni oltre la scadenza in corso e ancor di più, laddove, il rischio è molto alto. Sarebbe come avallare l’imprudenza con altrettanta imprudenza. Pertanto anziché girare attorno al problema e portarlo a un avvicendarsi continuo di cariche dirigenziali che nulla producono se non ritardi in modo indegno per non voler riconoscere semplicemente un “errore”. Un modo che fa poco onore alla nostra regione e a chi l’amministra!

 

Trieste, 28 giugno 2011

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