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I disastri generati con gli ospedali riuniti!

A sei mesi di distanza dall'avvio della sperimentazione, unica in Regione, degli ospedali riuniti è possibile fare un primo bilancio: assolutamente negativo. Infatti, le attività degli ospedali  di Pordenone,  San Vito e SPILIMBERGO si stanno riducendo e, in alcuni casi, stanno subendo tagli consistenti. Si è ridotta, e sarà ancor peggio dopo l'estate, l'attività chirurgica che doveva essere uno degli strumenti per porsi in concorrenza con gli ospedali di Udine e per arginare la fuga di numerosi pazienti dalla regione. Tra le altre cose si stanno allungando in maniera consistente le liste d'attesa per le protesi ortopediche generando così un conseguente spostamento dei cittadini al di fuori del Friuli Venezia Giulia (Monastier per primo). Aumenta sempre più anche il numero di pazienti che preferiscono rivolgersi ad altri ospedali regionali come quelli di Udine e San Daniele. L'inevitabile conseguenza del meccanismo di finanziamento adottato da Kosic è che la nostra provincia è destinata ad impoverirsi di ulteriori risorse. E la crisi si fa ancora più evidente negli ospedali di san Vito e SPILIMBERGO: ci sono servizi vicini al collasso, il pronto soccorso di SPILIMBERGO, la chirurgia e la radiologia di San Vito si troveranno costrette a ridurre in maniera consistente le loro attività per colpa della perdita di personale che si trasferisce altrove soprattutto a causa dell'incertezza sul futuro dei reparti e dei servizi medici. Alcuni mesi fa, sollecitato da un'apposita interrogazione da noi presentata in base ad una relazione predisposta dal direttore dell'ospedale di Pordenone ZANELLI, Kosic si era prodigato in accorate promesse a tutt'oggi disattese: persistono, infatti, i ritardi nella consegna dei referti a cittadini e case di riposo e nulla si è fatto per attivare il nuovo sistema informativo responsabile di tutto ciò! Un software acquistato all'esterno e in dotazione unicamente all'ospedale di Pordenone. Sarebbe stato sufficiente mantenere la gestione INSIEL per il buon funzionamento del servizio che, tra l'altro, serve egregiamente tutto il resto dell'organizzazione sanitaria regionale. Giova ricordare ancora che il SERVICE della risonanza magnetica nucleare è stato disattivato alzando così il numero consistente dei pazienti che già si rivolgono alla struttura privata accreditata di San Biagio di Fossalta di Portogruaro. E' evidente che senza questo importante strumento diagnostico, l'ospedale si dequalifica in maniera irreversibile. Infine, nessuno degli investimenti edilizi programmati per San Vito e Spilimbergo ha trovato attuazione. Promesse non mantenute che accelerano il processo di vetustà degli ammobili sanitari. Nella sostanza, la sanità pordenonese segna il passo impoverendosi a vista d'occhio. Ciò che avevamo pronosticato quando Tondo con il suo centrodestra decisero di dar vita all'operazione "ospedali riuniti" si sta puntualmente verificando. E' un progetto che non esitiamo a definire "devastante" per l'assistenza sanitaria dei cittadini della nostra provincia!

 

 

 

Trieste, 05 luglio 2011

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