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Autorità di vigilanza: 60 mila euro sprecati!

Quasi due anni fa, in data 30 luglio 2009, il Consiglio regionale ha nominato l’autorità per la vigilanza sui servizi idrici integrati. Un importante organo con il compito di tutelare utenti e consumatori, controllare le politiche tariffarie definite dalle autorità d’ambito, elaborare standard della qualità del servizio idrico e  comparare l’attività svolta da ciascuna autorità d’ambito anche in rapporto alle relative spese di funzionamento che, com’è noto, possono incidere più o meno sul costo della tariffa dell’acqua pagata dai cittadini.  Inoltre dovrebbe definire tutta una serie d’iniziative per  controllare l’efficienza nella  gestione del servizio idrico integrato.  Nonostante sia trascorso così tempo dalla nomina dell’importante Autorità, fin ora non è accaduto nulla. Sappiamo che è stato individuato un ufficio presso la sede della Regione di Udine, nel quale si è insediato Lucio CINTI, l’Autorità eletta dal Consiglio regionale, ma che la Giunta regionale non ha dotato la struttura operativa del personale necessario  per il suo funzionamento. Sappiamo inoltre che l’autorità di vigilanza incassa, ogni mese, una lauta indennità di carica di circa  sessanta mila euro annui, senza dare alcuna contropartita. Infatti, nulla è stato realizzato rispetto alle competenze assegnate all’Autorità che avrebbe dovuto in due anni, svolgere gran parte delle importantissime funzioni a essa attribuite. Ci chiediamo come mai, la giunta regionale dopo due anni, non abbia provveduto a dare all’ufficio dell’Autorità, un adeguato numero di personale e, ancor di più, perché ha autorizzato il pagamento dell’indennità di carica a chi nulla ha fatto!

 

Trieste, 09 luglio 2011

 

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