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Scatta la “deregulation” dei vicedirigenti

 
IL PICCOLO - Regione

Lunedì, 01 agosto 2011

 


 

 

Scatta la “deregulation” dei vicedirigenti

 
La maggioranza cancella il tetto massimo di 90 posti. Il Pd: «Alla faccia dei risparmi». Garlatti: «Ma gli stipendi sono ridotti»

 

La carica dei vicedirigenti. È la nuova sorpresa della manovra regionale: una norma, approvata venerdì scorso all’alba, elimina il tetto massimo di 90 vicedirigenti previsto fino a ora per i dipendenti regionali. Una mossa all’insegna della “deregulation” che fa suonare un campanello d’allarme nelle orecchie dell’opposizione, che ora teme che i “comandanti in seconda” proliferino come i funghi dopo un piovasco. Garlatti: «Scelta pratica» L’assessore regionale alla Funzione pubblica Andrea Garlatti minimizza la questione: «Niente di strano - dice -, semplicemente ci siamo resi conto che il tetto di 90 vicedirigenti era troppo rigido e l’abbiamo tolto. In ogni caso non credo che si sforerà più di tanto». I vicedirigenti entreranno in servizio a partire dal 1° gennaio 2012, in sostituzione delle “posizioni organizzative”, che la giunta regionale aveva deciso di eliminare col finire del 2011, per abbattere i costi della pubblica amministrazione: «I vicedirigenti copriranno il venir meno delle posizioni organizzative - dice Garlatti -, e anche se abbiamo tolto il tetto massimo abbiamo ridotto il loro aumento di stipendio dal 35% al 30%, il che ci consente comunque di abbattere i costi. In ogni caso non si andrà molto oltre il vecchio tetto». Pd: «Una pantomima» «Ora, teoricamente, la giunta può nominare quanti vicedirigenti vuole», commenta il capogruppo del Pd in consiglio regionale Gianfranco Moretton. «E pensare che questa storia dei vicedirigenti nasce - prosegue Moretton - perché Garlatti volle inizialmente cancellare le posizioni organizzative. Per farlo si inventò la figura del vicedirigente, che sarebbe rimasto lì solo per un anno in attesa di una riforma della quale sinora non abbiamo visto neanche l’ombra». Il tetto di 90 vicedirigenti era stato stabilito per giustificare la sobrietà della spesa pubblica, dice Moretton, «come più volte confermato anche da Tondo. L’altra sera, invece, siamo arrivati all’apertura totale dei cordoni della borsa delle finanze regionali. Il tetto non c’è più e la giunta potrebbe dare un incarico anche a 200 vicedirettori». Le posizioni organizzative sono 158 in giunta e 15 in Consiglio (dato di febbraio 2011), l’opposizione teme che il passaggio da “po” a vicedirigenti si riduca a un mero cambio di denominazione. «Chissà come mai hanno aperto i cordoni a 20 mesi dalla chiusura della legislatura - conclude Moretton -. Non sarà mica un tentativo di recuperare il consenso elettorale che la giunta Tondo ha perduto nei confronti del personale regionale?». Una spesa ingente Secondo un’analisi condotta su dati del 2009, in Friuli Venezia Giulia un dipendente pubblico costa al singolo cittadino 568,7 euro all’anno. Il 46% in più del Veneto (308), il 43% in più della Lombardia (323,7) e quasi il 30% in più dell'Emilia Romagna (407). Erano proprio questi dati ad aver convinto la giunta a iniziare la riforma dei dipendenti. Salvo poi accorgersi, si dice fra gli addetti ai lavori, che il passaggio improvviso da quasi 200 “po” ai 90 vicedirigenti avrebbe fatto saltare la macchina della Regione.

di Giovanni Tomasin - TRIESTE

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