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Energie rinnovabili, progetti bloccati e un miliardo fermo
 
Messaggero Veneto - Regione
Martedì, 02 agosto 2011

 

 




Energie rinnovabili, progetti bloccati e un miliardo fermo
 
Il Pd denuncia: 119 pratiche dal 2009 in attesa del via libera. La burocrazia soffoca i progetti e Tondo non ha un disegno
 
 
 

Pratiche: 119. Iter completati: nessuno, tutte in attesa dal 2009 di autorizzazione unica regionale. Investimenti congelati: un miliardo di euro. Sono i numeri dell’ultimo affondo che arriva dal Pd. È il capogruppo in Consiglio, Gianfranco Moretton, a denunciare l’immobilismo della giunta di Renzo Tondo in tema di energia, e di rinnovabile in particolare, e l’eccessiva burocrazia. I progetti in attesa del via libera riguardano impianti fotovoltaici, a biomasse, idroelettrici, ma anche gli elettrodotti di impatto nazionale. E l’appello del Pd lascia intravedere scenari preoccupanti visto che per chiudere le pratiche in attesa è necessario circa un anno e mezzo. «L’esito del referendum sul nucleare apre più che mai la necessità di definire una strategia sul versante energetico regionale e in particolare su quello delle rinnovabili. Una necessità – argomenta Moretton – sentita da molti imprenditori privati e pubblici che in Regione hanno programmato consistenti investimenti che però sono fermi, bloccati dalla mancata conclusione dell’iter autorizzativo». Per Moretton la cause sono due, l’inadeguatezza dell’ufficio e l’indifferenza della giunta Tondo. «C’è una mancanza di personale, visto che l’ufficio conta due funzionari e un dirigente. Ma a incidere è anche il fatto che in soli tre anni di governo Tondo – prosegue Moretton – il settore energia non ha mai trovato una collocazione definitiva girovagando dalla Pianificazione territoriale al Patrimonio per giungere, infine, all’Ambiente. Nel corso di un solo anno, poi, si sono susseguiti a capo dell’Ambiente ben tre assessori, a cominciare da Vanni Lenna per passare a Elio De Anna e approdare oggi a Luca Ciriani. Il rimpasto, come abbiamo sempre sostenuto – insiste il capogruppo del Pd – ha prodotto un fermo macchina dovuto al rimescolamento delle deleghe, all’obbligato “apprendistato” dei neo-assessori e al mancato coordinamento degli uffici da parte di un necessario e indispensabile direttore generale, senza il quale la struttura regionale è pressoché in balia di se stessa per mancanza di direttive. E, quindi, non potendo procedere alla convocazione delle Conferenze dei servizi previste per legge e che sono gli organismi deputati a rilasciare l’autorizzazione unica a cittadini e imprenditori entro novanta giorni, oggi ci ritroviamo con un danno economico ingente». Ma Moretton ipotizza anche una richiesta di danni alla Regione da parte di chi attende ancora le autorizzazioni. «Sollecitiamo quindi – conclude il capogruppo del Pd – un’urgente assunzione di responsabilità da parte di Tondo per tutelare gli investimenti e soddisfare le istante di imprenditori cittadini che da sempre chiedono snellimento burocratico e semplificazione delle procedure».

di Anna Buttazzoni - UDINE

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