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Manovra, Tondo incalza Tremonti

Messaggero Veneto Extra
Venerdì 19 agosto 2011



Il governatore raggiunge il ministro sul Passo della Mauria.
"Non paghiamo il contributo di solidarietà"

"Anche noi vittime della burocrazia"


UDINE Lunedì mattina, alle 11, nella sede della Regione a Udine, il presidente Renzo Tondo incontra tutti parlamentari del Friuli Venezia Giulia e i capigruppo in consiglio regionale.
Il governatore ha accolto la proposta del capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton che pochi giorni fa aveva chiesto un tavolo urgentemente con tutti i capigruppo, i parlamentari nazionali ed europei, per concordare iniziative capaci di convincere Roma sull’inpossibilità di versare i 370 milioni del fondo perequativo.
Intanto ieri Moretton si è detto pronto a collaborare con il presidente della Regione Renzo Tondo per trovare iniziative per ridurre la spesa pubblica.
«Voglio ricordare - spiega Moretton - che nell’attuale stato delle cose il rischio è elevato e rimanere inoperanti nel tutelare la nostra autonomia è un grave errore che Tondo non può permettersi per le ricadute che potrebbero causare. Siamo disposti a collaborare perchè la responsabilità e gli eventi lo impongono».
La stura gliela dà il presidente della Cooperativa idroelettrica, Luigino Antiacomi, che nel suo intervento ricorda che l’elettrodotto ha avuto bisogno di quasi sette anni: «Quattro mesi per fare decidere la politica e il resto dedicato alla burocrazia».
«Come vedete - dirà subito dopo il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, che era accompagnato dal segretario generale, Bertuzzi e dal suo portavoce, Carbonara - spesso la politica è messa ingiustamente sotto accusa e sovente noi stessi ci troviamo a fare i conti con le pastoie burocratiche.
Ma il mio saluto oggi – ha continuato il governatore – va al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, al quale va tutto l’apprezzamento per la determinazione con cui sta affrontando una crisi che non è soltanto dell’Italia».
Tremonti, in vena di scherzi, ieri, nel suo saluto, applauditissimo, per l’inaugurazione del nuovo elettrodotto tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, si è limitato a due parole «Fiat lux».
dall’inviato Domenico Pecile wFORNI DI SOPRA «No, così non va. Così rischiamo di non riuscire a pagare nemmeno gli stipendi».
Scuote la testa, il governatore del Fvg, Renzo Tondo.
Già, così non va. Altro che autonomia o federalismo! La manovra prospettata dal governo rischia di frantumare il bilancio regionale.
Tondo lo sa e ha raggiunto Forni di Sopra nella speranza di strappare qualche promessa dal ministro Tremonti invitato in occasione dell’inaugurazione del nuovo elettrodotto che collega l’Alta Val Tagliamento con il Cadore. Sono circa le 18.15. Pochi minuti dopo Tondo e Tremonti sono seduti sul guard-rail di fronte all’hotel Gridola. Sono tutti in loro attesa per la breve cerimonia del taglio del nastro.
L’assalto di Tondo va a vuoto. Ma la “resa dei conti” è soltanto rinviata. «In questi giorni - annuncia il presidente del Fvg – invierò una memoria al ministro e la prossima settimana ne discuterò personalmente».
E quello che Tondo rivelerà nel documento è ormai chiaro.
Del resto non è necessario essere un luminare della Ragioneria dello Stato per comprendere che la manovra bis di Tremonti più che un salasso sarebbe una sorta di pietra tombale per la Regione. I numeri parlano chiaro, fa capire Tondo.
I tagli previsti per il 2012, pari a 154 milioni di euro, sono schizzati a 308. Il doppio.
E come non bastasse sempre dal prossimo anno anche per il Fvg scatterà il contributo di solidarietà necessario per avviare il federalismo fiscale: altri 370 milioni che sommati ai tagli farebbero un meno 678 milioni di euro. Bene, visto che il bilancio ha pareggiato a 4,5 miliardi è evidente che un simile salasso si tradurrebbe in un colpo mortale non soltanto per la specialità della Regione, ma per la sua stessa sopravvivenza.
E mentre il capogruppo del Pdl in Regione, Galasso, ritiene molto probabile la necessità di impugnare la manovra davanti alla Corte costituzionale, per ora e in attesa del vertice romano, Tondo si limita ad annunciare che lui quei soldi (i 370 euro) non li darà proprio. Anche perché - spiega - il contributo di solidarietà per il federalismo fiscale «è stato fissato dopo essere stato concertato con noi.
C’è un articolo di quell’accordo che prevede la rivisitazione nel caso, come nella fattispecie, che la situazione economica muti le carte in gioco».
Tuttavia, di fronte al microfono, portando il saluto della Regione al ministro, Tondo è stato necessariamente più soft e ha parlato di «distanze formali e non sostanziali».
Dunque, il braccio di ferro è soltanto rinviato. «Oggi - dice ancora Tondo mentre verso le 20, arriva anche Umberto Bossi - non è proprio giornata.
E poi non voglio rovinare il compleanno di Giulio»



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