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Patto bipartisan contro i tagli di Roma

Il Friuli
Sabato 20 agosto 2011



 

Lunedì il vertice convocato da Tondo. Moretton (Pd): emendamenti unitari

Difesa bipartisan ad oltranza per la specialità della Regione. Al vertice di lunedì in via Sabbadini il presidente Renzo Tondo - che giovedì sera ha chiesto al ministro Tremonti, in visita a Forni di Sopra, di lasciar decidere al Fvg «a saldi invariati, quello che noi dobbiamo fare nella nostra Regione» - si troverà di fronte un'unità di intenti apparentemente granitica. Diverse le priorità, variegati gli accenti, ma maggioranza e opposizione partono da un'analisi comune.
«Siamo la Regione più penalizzata da una manovra che chiede a chi ha già dato» spiega il capogruppo Pdl Daniele Galasso, ricordando l'accordo per i 370 milioni di compartecipazione al fondo perequativo per il federalismo. «La manovra altera e smentisce quest'accordo.
Chiederemo quindi ai nostri parlamentari di modificare con emendamenti prima al Senato e poi alla Camera i tratti penalizzanti. Ma anche la giunta regionale si impegnerà per salvaguardare le prerogative della Regione». Non solo: «Va chiarito una volta per tutte - prosegue Galasso - in sede di Paritetica quali sono le competenze primarie della Regione e la loro congruità con le risorse a disposizione, per non essere esposti in futuro a queste continue molestie». Se Galasso parla di una manovra che «fa pagare al Nord e alle Regioni a statuto speciale i disequilibri finanziari di altri», il Pd con Gianfranco Moretton manifesta due ordini di preoccupazioni: uno finanziario, «perché la manovra incide pesantemente su un quadro già compromesso.
Ci siamo impegnati responsabilmente per partecipare a un fondo per il federalismo che in realtà non è mai stato costituito, e ora il governo chiede altri salassi. Chiederemo a Tondo di invalidare quell'accordo». Ma è sul piano formale che si consuma secondo Moretton «una vera prevaricazione dell'autonomia speciale, su cui non possiamo tacere. Parteciperemo ai tagli della spesa pubblica, ma la nostra Regione esiste per norma costituzionale che nello statuto lascia autonomia decisionale in materia di enti locali. Non dev'essere Roma a dirci quali Comuni sopprimere o quanti consiglieri regionali tagliare».
La riunione di lunedì arriverà a un documento unitario? «Penso che la cosa davvero importante - chiude il capogruppo Pd - sia la stesura da parte dei parlamentari di emendamenti unitari da presentare e da sostenere compattamente in aula. Sarà questo il nostro asso nella manica».

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