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CONOSCE LA RIFORMA ?

(io voto No!)

 

Il Sindaco di Udine Furio Honsell nell’intervista rilasciata al Messaggero Veneto ha dichiarato che la riforma Costituzionale darà più spazio all’autonomia regionale: strana affermazione di uno del Sì, dato che nel concreto la riforma produce altro. C’è da chiedersi se l’intervistato conosce questa riforma ovvero ha letto qualche altro testo!! 

Nella impostazione dei riformisti, era previsto il senato delle regioni e o delle autonomie e questo avrebbe forse dovuto riequilibrare la regressione centralista. Tutto vero salvo che, all’ultimo minuto nel parlamento si sono verificate due cosette a proposito del testo della riforma: la sottrazione al senato di competenze legislative in materie significative per l’autonomia; l’emendamento inciucio interno al PD presentato dalla sen. Finocchiaro che ha trasformato il senato in una “cosa” diversa, che non sappiamo chi come e cosa diventerà. Lo sapremo dopo che sarà fatta la relativa legge elettorale ma nel frattempo chi voterà sì non sa e non ha capito per cosa andrà a votare al referendum. Inoltre, quale maggiore autonomia può esserci se quei poverelli di senatori non hanno neppure il potere riconosciuto di occuparsi e di interferire sul bilancio dello Stato e sulla legge collegata dai quali dipende la loro vita ed autonomia perché come sanno tutti, non c’è nessuna vera autonomia se non c’è in primis l’autonomia finanziaria. 

Per quanto riguarda la semplificazione delle competenze legislative, richiamata anch’essa a sostegno delle tesi del sindaco, basta dare uno sguardo al nuovo articolo 117, nella confusione che crea, la conseguenza è che la Corte costituzionale resterà nuovamente impantanata nei conflitti Stato Regione e verrà sicuramente subissata dai conflitti di attribuzione tra camera e senato per via della demenziale norma sui dodici sistemi legislativi ivi previsti. Ringraziamo Honsell per non averci detto anche del risparmio dei costi della politica per qualche centinaio di indennità parlamentari risparmiate con la riforma. Chiunque sa che non sono certo quelli i risparmi quando le spese dell’intera struttura del senato (palazzi, stipendi di barbieri, commessi, stenografi, dirigenti consulenti ecc. e relative pensioni tutte d’oro, uffici , spese di funzionamento, spese di rappresentanza ecc ecc. ecc.) rimarranno tali e quali! 

A proposito di autonomia delle Regioni speciali: per la nostra Regione, consideriamo che mentre la riforma del 2001 prevedeva la “clausola di maggior favore”, cioè le norme di quella riforma secondo l’art. 10 della L.Cost. 3/2001 si applicavano alle speciali solo se più favorevoli rispetto agli statuti speciali, ora se ne sono dimenticati (volutamente?) prevedendo soltanto il rinvio al successivo adeguamento alla riforma da parte delle regioni con statuto speciale. Da notare però che la nuova norma non prevede propriamente un adeguamento alle parti di maggior favore ma un adeguamento. Secondo me non è una svista ma così si è voluto: livellare ordinarie e speciali in un quadro di dichiarato riaccentramento generale. Inoltre il “potere di coordinamento della finanza pubblica” è stato eretto a competenza e s c l u s i v a dello Stato! Quindi, si limita ulteriormente l'autonomia regionale. Abbiamo conservato la possibilità di concordare con lo Stato alcuni aspetti finanziari: gli esiti si sono visti con il famoso accordo Serracchiani- Padoan dove,( a differenza di quanto avvenuto per la provincia di Bolzano che aveva tutelato la propria posizione), abbiamo svenduto al Governo anche quel poco di autonomia che ci era rimasta garantita dal precedente accordo Tremonti -Tondo.  

Con l’accordo Serracchiani abbiamo altresì rinunciato a cause costituzionali vinte in partenza rinunciando senza contropartite a quanto ci era dovuto. Tanto ciò è vero che la stessa giunta Serracchiani ha dovuto poi impugnare una successiva legge finanziaria che, ignorati gli impegni concordati – così riconosce la difesa regionale- ha nuovamente tagliato risorse che la giunta stessa, non già l’opposizione che l’aveva giustamente criticata, ritiene con il ricorso, esserci dovute. Ma di che autonomia andiamo parlando, per favore!! In conclusione il messaggio che il sindaco di Udine HONSELL ha voluto dare ricalca i motivi dei favorevoli al si e cioè: siamo stati sin qui fermi ora si deve cambiare e per fortuna il Parlamento ha approvato la riforma e siamo al referendum. Tutte le cose che non vanno della riforma le aggiusteremo dopo. Con un paragone stradale si può dire che noi italiani - anziché percorrere la strada proponendo varianti progettate con intelligenza e competenza per superare i punti critici -, approfittiamo di un varco aperto nel guard rail con la forza per buttarci direttamente nella sottostante scarpata, e tutto ciò pur di fare qualcosa di nuovo (vada come vada): poi cercheremo di rimediare!!  

Ecco questa sembra essere la convinzione dei sì, dei matematici-sindaco e speriamo di non tanti altri.



Addì, 07 agosto 2016 

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