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ACCORDO DISASTROSO

Serracchiani si accanisce nel voler contrabbandare il disastro compiuto da lei nel 2014 in un successo e il precedente accordo Tondo-Tremonti in un clamoroso disastro per il FVG. E' falso e ciò va spiegato. 

L'accordo Tondo-Tremonti chiudeva una vertenza durata anni tra Stato e Regione. 
Prima ancora Illy aveva concluso con il presidente del Consiglio Prodi una intesa vantaggiosissima acquisendo alla Regione il diritto di avere i sei decimi dell’Irpef versata dall'INPS a Roma per conto dei pensionati della regione. Solo che il Governo non rispettò l'accordo e non versò nulla del dovuto, che era assai cospicuo, alla Regione. 

A questo punto con buona volontà Tondo e Tremonti arrivarono a una transazione con la quale il Governo incominciò a pagare a rate alla nostra Regione, l'arretrato di due anni e incominciò a versare il cospicuo aumento prodotto appunto dall'Irpef pensionati. In cambio Tondo accettò di versare allo Stato un contributo annuo di 370 milioni a titolo di solidarietà nazionale previsto dalla legge 42/2009 sul federalismo fiscale dovuto da tutte le regioni "ricche" a favore di quelle svantaggiate. 
Il saldo tra l'avere ed il dare era tutto a vantaggio della Regione e per sempre e al Fvg non dovevano essere più richiesti altri contributi. 
Venne poi il governo Monti ed anche in questo caso i patti furono violati. Alla Regione furono imposti con una serie di provvedimenti di emergenza, nuovi pesanti contribuzioni a causa della crisi, che sono costati alla Regione oltre un miliardo e ottocento milioni nel solo periodo di un quinquennio. 

Come tutti i provvedimenti di emergenza, secondo la corte costituzionale , questi ulteriori contributi per essere legittimi, avrebbero dovuto essere temporanei. A questo punto si arriva al 2014 ed al capolavoro Serracchiani dell'ottobre 2014 dove il Ministro Padoan approfittando della incompetenza della Regione e dell'asservimento della sua classe politica ai diktat di Renzi, ha piazzato il colpo letale. Il contributo di 370 milioni annui per il federalismo e la solidarietà è diventato concorso al risanamento del debito pubblico; su di esso Padoan ha concesso il famoso sconto di 120 milioni annui detraendoli dai citati 370 milioni. Nulla è stato detto a proposito dei tagli fatti da Monti che così sono stati integralmente prorogati almeno sino al 2017. 

Non si dice inoltre che per fare questo grande affare la Serracchiani ha altresì rinunciato a tutte le cause aperte dal suo predecessore davanti la Corte costituzionale, che avrebbero, probabilmente, ridotto l'entità delle espropriazioni sin lì subite e delle quali almeno una, proseguita e vinta dalla provincia di Trento che non vi rinunciò, ci avrebbe restituito, come appunto avvenne per Trento, ben 40 milioni annui per i posti letto della sanità. 
Solo per questo i 120 milioni di bonus sono scesi subito, alla fine del conto aritmetico, a 80!
Sin qui ..transeat perché si potrebbe pensare che alla fine, cessata l'emergenza, la situazione sarebbe tornata a riequilibrarsi. Ed ecco la batosta: con l'emendamento introdotto nella legge di bilancio nottetempo ed accettato di corsa dalla giunta Serracchiani senza interpellare il Consiglio regionale poco prima dello scorso Natale, Serracchiani ha accettato la proroga per il 2018 e il 2019 del regime impostole dal Ministro Padoan, per cui i tagli che tutti speravano temporanei e quanto meno da rinegoziare, continueranno a valere anche per la prossima giunta. 

In più la Serracchiani spera di avere disponibile la mancetta dei 120 milioni agli inizi del 2018 in modo da poterla erogare a pioggia durante la campagna elettorale.
Si aggiunga a proposito del riferimento a tutte le regioni speciali che hanno stipulato analoghi accordi: è vero ma con alcune precisazioni. Il Trentino Alto Adige ha pure negoziato nel 2014 come il Fvg l'intesa ma la sua posizione negoziale era ben diversa, cioè partiva dalla posizione stabile e consolidata di entrate pari ai nove decimi. 
Su tali solide, permanenti e cospicue entrate, il Trentino Alto Adige ha negoziato i tagli dovuti all'emergenza. Il Fvg invece si trovava nella diversa situazione di un fase di assestamento tra dare ed avere a seguito della composizione della vertenza intervenuta sull'accordo Illy Prodi, un periodo transitorio nel quale l'accordo Serracchiani è piombato con la leggerezza propria di una ghigliottinata, confermando tutti i tagli sin lì subiti . 

Come se ciò non bastasse, il Trentino Alto Adige si è guardato bene dall'accettare a scatola chiusa la proposta del Governo ed ha preteso ed ottenuto una clausola di salvaguardia per limitare i danni di successive manovre, cosa che Serracchiani si è dimenticata di chiedere tanto da subire ulteriori decurtazioni in ciascuno degli anni successivi, 2016 e 2017. 

Dulcis in fundo: non sappiamo ma non ci risulta che al Trentino Alto Adige, per il quale il corrispondente accordo è pure scaduto nel 2017, sia stata imposta analoga norma che abbia compromesso anche gli anni futuri.

 

 

Lì, 16 gennaio 2018

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