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La Regione cambi subito passo!

La situazione di crisi estremamente negativa che ha fatto aumentare esponenzialmente le povertà, richiede nuove idee per arginare il declino economico e sociale in atto.
La prospettiva non fa presagire nulla di positivo. Anzi il ricorso agli strumenti tradizionali quali gli ammortizzatori sociali sono sempre più in aumento.
Le dismissioni di innumerevoli aziende grandi, piccole e medie richiederebbero una strategia capace di rivedere l'impostazione complessiva dell'attuale legislazione che dimostra di non essere più all'altezza di risolvere i nuovi problemi emersi ed emergenti della società.
Oggi si è di fronte a molto meno lavoro, disoccupaIone e inoccupazione in forte crescita senza contare le minori entrate fiscali nelle casse dell'ente pubblico.
Un esempio a noi vicino è ciò che la Regione sta vivendo con la predisposizione della finanziaria per il prossimo anno.
Un bilancio sempre meno flessibile stante i tagli che lo Stato continua a infliggere alla nostra Regione e per le scelte sbagliate fatte nel recente passato dalla maggioranza della precedente legislatura.
Il nuovo governo regionale non essendo nelle condizioni di agire al meglio per propugnare una politica progettuale utile alla bisogna, si limita ad agire con deleteri tagli lineari che, com'è noto, non solo non risolvono i problemi bensì li aggravano.
In un clima di forte fibrillazione sociale causa la chiusura o il declino di importanti aziende, come quelle nel pordenonese, che hanno generato numeri elevati di cassa integrati o di licenziamenti e con percentuali da brivido di disoccupazione giovanile, diventa ineludibile agire rapidamente.
Servono politiche urgenti che diano risposte ai cittadini. La Regione ha grosse responsabilità perché dovrebbe attuare politiche che le consentano di avviare processi per nuove progettualità per le imprese e le famiglie più povere in particolare.
Il Trentino Alto Adige con il famoso piano anti-crisi di Dellai ha risolto molte questioni.
Quindi, a volte, non serve inventarsi nulla basta avere il coraggio di incidere sulla spesa con un piano come hanno fatto in trentino.
Non si possono affrontare questi problemi con i metodi tradizionali o tanto meno con l'ordinaria amministrazione. Il progetto deve essere innovativo perché la nuova società che è diventata più povera lo richiede.
Certamente nessuno ha in tasca la soluzione ma se non si attuano subito le riforme per sanità, autonomie locali e trasporto pubblico locale che assorbono più del 75% del bilancio regionale, non si risolverà proprio nulla.
Pensare a nuove formule per utilizzare i tanti capannoni dismessi che, ad esempio, potrebbero tornare utili per nuove iniziative associative fra lavoratori cassaintegrati potrebbe essere una soluzione positiva per una parte dei tanti problemi aperti.
La Regione deve essere ripensata sia sotto l'aspetto della sua pianificazione territoriale ma anche sul piano della sua autonomia finanziaria che allo stato attuale risulta essere minata dallo Stato senza che nessuno abbia dimostrato di essere capace di invertirne la condizione.
Limitarsi come fa il Governo regionale a usare il bisturi per tagliare la spesa senza una programmazione lungimirante e proficua, non fa altro che aggravare la situazione per i cittadini che si aspettano dalla politica decisioni efficaci.

 

Addì, 02 novembre 2013

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