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Accelerare i tempi per dare continuità industriale alla Ferriera!

Ancora una volta la ferriera di Servola attraversa un periodo irto di difficoltà sia legato al suo futuro produttivo che alle sorti della sua occupazione diretta e indiretta. 
Lo storico stabilimento triestino ha avuto molte traversie a partire dalla crisi industriale degli anni '90. A quel tempo tutta la città di Trieste si era stretta solidalmente attorno ai lavoratori e all'indotto con Istituzioni locali, Regione, organizzazioni sindacali ed RSU per risollevare le sorti dell'acciaieria. 
Operazione che, fortunatamente, si concluse positivamente con il riavvio dell'attività produttiva e il riassorbimento di tutti i dipendenti. 
Da allora sono trascorsi venti anni ma i problemi della ferriera si ripresentano anche se con condizioni diverse. Non più con la situazione fallimentare dell'azienda di venti anni fa, bensì con la ricerca di un nuovo imprenditore che possa rilevare l'attività, garantire l'attuale occupazione e, specialmente, fare quegli indispensabili interventi di recupero ambientale utilizzando la migliore tecnologia esistente per ridurre l'inquinamento fonte di grande preoccupazione della popolazione. 
Impresa non facile sia per i costi che richiede un intervento di tale portata, sia per l'individuazione di un nuovo imprenditore che dia massima affidabilità finanziaria e industriale. 
Allo stato attuale tutti i soggetti interessati, da quelli istituzionali, sindacali, del mondo del lavoro a quelli delle associazioni di categoria sono attivi per la ricerca di una soluzione. Sembrerebbe che la presenza di un imprenditore (Arvedi), interessato a rilevare l'azienda, dia assicurazione che l'operazione possa trovare esito favorevole alle aspettative. 
Però, come frequentemente accade nella gestione di delicate e complesse crisi aziendali come la ferriera di Servola, si possono presentare difficoltà molto preoccupanti. Ed è evidente che alcuni tasselli importanti per la effettiva conclusione positiva della vertenza, non possono prescindere dal sapere chi fa cosa. 
Infatti, l'annunciato accordo di programma trilaterale (tre Ministeri, Regione FVG e Autorità Portuale), non pare mettere in chiara evidenza la tempistica di approvazione, le condizioni ambientali e finanziamenti per il suo effettivo realizzo. Problematiche a cui bisogna aggiungere l'incertezza del futuro imprenditore che emergerà dai due aspetti fondamentali legati alla evidenza pubblica per l'utilizzo della centrale di cogenerazione oltreché conoscere la effettiva portata dell'operazione che può essere valutata solo con la presentazione di un piano industriale che, fino a oggi, non é stato fatto. 
Anche negli ultimi incontri non è emersa una posizione chiara su questi temi rendendo insoddisfatti nonché preoccupati lavoratori e organizzazioni sindacali che, come è noto, chiedono solo chiarezza di prospettiva produttiva e occupazione dell'azienda. 
Il tempo scorre velocemente e le scadenze tecniche sono imminenti, come ad esempio l'autorizzazione integrata ambientale, e, quindi, la Regione – come ha affermato la presidente – non dovrebbe limitarsi a una laconica dichiarazione sulla volontà di proseguire con determinazione il percorso intrapreso ….." ma dare concretezza alle generiche enunciazioni.

 

Addì, 16 gennaio 2014 

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