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Senza risorse non esiste Specialità!

Il Consiglio regionale, in questi giorni, affronta con determinazione e convinzione la delicata questione delle prerogative di autonomia e specialità della Regione che sembrano essere a rischio per le iniziative legislative che il Parlamento nazionale potrebbe mettere in atto.
Positiva risulta essere l'unitaria iniziativa politica assunta dalle forze politiche regionali, come sempre accaduto nel passato quando si è trattato di difendere i temi del nostro Statuto di autonomia.
E tale posizione unitaria sembra abbia dato i primi risultati positivi all'incontro che, ieri, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha avuto con la conferenza dei Presidenti delle Regioni, capitanata Vasco Errani. 
Infatti, l'impegno di Renzi che con la modifica del titolo V della Costituzione non s'intaccheranno le prerogative degli Statuti delle Regioni autonome e speciali, potrebbe dare garanzia di tutela. 
Quindi, la nostra Regione potrà continuare a legiferare in autonomia anche sulle materie per le quali ha potestà primaria svolgendo politiche per lo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio. 
Perciò, parrebbe con le rassicurazioni del Governo nazionale le preoccupazioni vengono meno, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto il Consiglio regionale. 
Ciò nonostante e nella speranza che gli impegni di difesa della specialità non siano traditi con qualche emendamento galeotto presentato all'ultimo momento, bisogna chiedersi come potrà la Regione attuare in autonomie politiche di sviluppo se non avrà le necessarie risorse finanziarie. 
Perché è proprio questo il principale problema a cui la politica deve porre la massima attenzione, consapevole che, diversamente, l'autonomia e la specialità servirà ben poco. Purtroppo, le condizioni economico-finanziarie non sono rosee vuoi per la crisi economica che mette a dura prova il flusso delle entrare della Regione dovute alle compartecipazioni sui tributi di competenza, vuoi soprattutto per i tagli imposti in maniera unilaterale dal Governo nazionale per la riduzione del debito pubblico, nonché per il peso sopportato dal bilancio regionale frutto del dissennato accordo Tondo-Tremonti che ogni anno sottrae trecento settanta milioni di euro allo scopo di alimentare l'inutile fondo nazionale per il federalismo fiscale. 
Poiché queste questioni finanziarie non sono, allo stato attuale, state adeguatamente affrontate, tanto meno risolte, c'è da chiedersi come potrà la Regione pensare alla prospettiva per garantire i servizi quali la sanità, i Comuni, il trasporto pubblico locale e via dicendo. Oltre al contributo del suddetto accordo Tondo-Tremonti, il Governo nazionale ha imposto alla Regione un ulteriore prelievo annuale dalle compartecipazioni che attualmente ammonta a quasi quattrocento milioni ai quali vanno aggiunti i tagli alla spesa regionale per circa 500 milioni all'anno che producono minori disponibilità di risorse annue per oltre un miliardo e duecento milioni. 
Tagli che sono destinati ad aumentare di almeno altri cento milioni tra il 2015 e il 2016.
E da qui l'avviata "macelleria" sulla sanità, sul sociale e sugli altri servizi.
Questo é il vero nodo da sciogliere dove il governo regionale deve saper far valere le sue ragioni!

 

Addì, 21 marzo 2014

 

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