News
Prima di tutti fu il Caos

Ci sono due possibili letture di quello che sta accadendo sulla scena politica alla vigilia della formalizzazione delle dimissioni di Napolitano e del conseguente avvio delle procedure per eleggere il successore. La prima è quella classica che riconduce tutto alle dinamiche interne al Pd. Ma dopo aver detto che la scelta del nuovo presidente della Repubblica sarà determinante per il proseguo della legislatura e più in generale per la tenuta del “renzismo”, e aver raccontato che la partita si gioca tutta all’interno dei Democratici, con tutti gli altri a fare inevitabilmente da comprimari, rimane poco da aggiungere. Per esempio, a che serve alambiccarsi il cervello sulla tenuta del patto del Nazareno alla luce della scabrosa vicenda relativa al decreto legislativo sul diritto penale tributario e al presunto favore che ne sarebbe derivato a Berlusconi? Il “patto” resiste fintanto che i due contraenti ne hanno bisogno mentre semmai la questione di quel provvedimento allarga la forbice, già bella larga, tra renziani e non dentro il Pd.

No, la vera questione nazionale che emerge dalla vicenda è che non sta più reggendo la struttura dello Stato. Non si può svilire procedure istituzionali fondamentali e pensare che tutto ciò non si ritorca contro coloro che perpetrano tali stupri istituzionali. Prima o poi succede. Ed è successo proprio con quel decreto legislativo sul quale governo, parlamento e l’intero sistema-paese hanno clamorosamente perso la faccia. Prima di tutto perché il provvedimento, essendo sostanzialmente giusto, andava difeso politicamente, non mollato al primo stormir di fronde. In secondo luogo perché, come accade spesso a Renzi, le buone intenzioni non sono messe in pratica nel migliore dei modi. 
Nello specifico, introdurre esenzioni penali (potenzialmente per milioni) sul reato di frode documentale, grave perché presuppone la predisposizione intenzionale di documenti falsi per rappresentare operazioni inesistenti, è cosa sbagliata e indifendibile, mentre è opportuno alzare le soglie di depenalizzazione dei reati tributari meno gravi, come la dichiarazione infedele, e depenalizzare completamente, ferme restando le sanzioni amministrative, le mere omissioni di versamenti dell’Iva in presenza di dichiarazioni fedelmente presentate. Terza questione: non si sa se c’entri o meno Berlusconi (a naso, si presume di no) nell’aggiunta del famigerato “19 bis”, ma bloccare tutto per quella presunzione è demenziale. Tanto più se poi si commette l’imperdonabile errore di legare il riesame della normativa alla scelta del prossimo Capo dello Stato, avvalorando l’idea che si trattasse di una furbata. Quarto punto: un governo non può congelare un decreto legislativo già approvato dal Consiglio dei ministri sottraendolo all’esame del Parlamento, mentre Camera e Senato non possono accettare che passi ad altri la prerogativa di fissare il calendario dei propri lavori. 
È lo stesso errore, rovesciato, commesso per il decreto attuativo delle norme sul lavoro: in quel caso, sorta la questione se i dipendenti pubblici erano o meno equiparati a quelli privati, il Governo ha detto di volersi rimettere al Parlamento, cosa impossibile visto che si trattata di legge delega e dunque le camere avevano delegato l’esecutivo a prendere decisioni. 

Ma la cosa più grave di tutta questa brutta vicenda è e resta lo svuotamento di funzioni del Consiglio dei ministri. Non è certo stato Renzi a introdurre la cattiva abitudine di testi di legge completati o modificati ex post. Ma mai in modo così smaccato. Già per la legge di Stabilità erano passati nove giorni tra il testo uscito dal cdm e quello definitivo, ma almeno in quel caso il motivo era più nobile: tener conto delle obiezioni del Quirinale, della Ragioneria e, probabilmente, di Bruxelles. 
Ora si è passato il segno. Anche perché questa maldestra forzatura si somma con il sempre più esplosivo problema dei contrasti tra palazzo Chigi e il ministero dell’Economia. Ma anche con il reiterato abuso dei decreti legge, con l’ambiguità (voluta) dei disegni di legge omnibus e con l’uso smodato del voto di fiducia. Solo che finora la slabbratura delle procedure aveva conferito all’esecutivo un potere sottratto all’effettivo controllo del legislativo, mentre ora si aggiunge a questa forzatura costituzionale quella ancor più intollerabile della sottrazione del potere dei ministri a favore del premier e del suo staff. Questa non è premiership ma confusione istituzionale. Non si può fare così e neppure con riforme a spizzichi e bocconi. Al contrario, Renzi si faccia promotore della convocazione di una nuova Assemblea Costituente, l’unico luogo veramente deputato ad una complessiva riscrittura delle regole e rivisitazione degli strumenti istituzionali. È l’unico modo. Anche per salvare la faccia e il consenso degli italiani. E il prossimo presidente della Repubblica sia scelto perché portatore di questa istanza. Prima che lo Stato, o meglio quel che ne resta, ci caschi in testa.

 

Addì, 10 gennaio 2015

Archivio News

2019

2018

2017

dicembre

novembre

ottobre

settembre

agosto

luglio

giugno

maggio

aprile

marzo

febbraio

gennaio

2016

dicembre

novembre

ottobre

settembre

agosto

luglio

giugno

maggio

aprile

marzo

febbraio

gennaio

2015

dicembre

novembre

ottobre

settembre

agosto

luglio

giugno

maggio

aprile

marzo

febbraio

gennaio

2014

dicembre

novembre

ottobre

settembre

agosto

luglio

giugno

maggio

aprile

marzo

febbraio

gennaio

LA CRISI CONTINUA ! Sperando che qualche onorevole risponda! Il gruppo svedese non può fare ciò che vuole! L'ELECTROLUX NON DEVE CHIUDERE! Terza corsia come nel gioco dell'oca! Subito la riforma per salvare la sanità! Politica industriale regionale inadeguata! E SE LA RIFORMA RENZI-BERLUSCONI NON PASSA AL SENATO? Ferriera a rischio chiusura Franceschini non s'ha da rottamare! Stop alla realizzazione della terza corsia! A ELECTROLUX NON SERVONO STERILI BARUFFE! Regione FVG: iniziate le svendite! Garantire futuro alle Latterie friulane! PER IL CORRIDOIO SEI SOLO INDECISIONE! IL NUOVO CORSO RENZIANO SCEGLIE IL PEGGIO DEL PEGGIO! Regione scarica barile! Quattro proposte per dare risposta alle aspettative degli italiani! UNA RIFORMA PASTICCIATA! Accelerare i tempi per dare continuità industriale alla Ferriera! Economia pordenonese in affanno! Zaia invece che parlare agisca ! Il non fare del Governo Letta! Rivedere il servizio idrico integrato! ZAIA DEMAGOGO SULLE AUTOSTRADE! Cittadella della salute: una presa in giro! LA DOPPIA FACCIA DELLA LEGA! La nuova legge elettorale non riconcilierà gli italiani con la politica! Terza corsia: speriamo non sia un girone dell'inferno Dantesco! Rischio deriva sanitaria! Autovie Venete e terza corsia: "esperta" se ci sei batti un colpo! REGIONE: programma e attività ancora da decifrare! Ha vinto il migliore? Una nuova legge elettorale per tornare subito al voto! BASTA CON NUOVE TASSE! A RISCHIO LO SVILUPPO DEL TERRITORIO! Paga sempre pantalone! Si faccia subito chiarezza!

2013

dicembre

novembre

ottobre

settembre

agosto

luglio

giugno

maggio

marzo

febbraio

gennaio

2012

dicembre

novembre

ottobre

settembre

agosto

luglio

giugno

maggio

aprile

marzo

febbraio

gennaio

2011

dicembre

novembre

ottobre

settembre

agosto

luglio

giugno

maggio

cheap mlb jerseys cheap nfl jerseys cheap nfl jerseys wholesale discount tiffany outlet christian louboutin shoes outlet mbt shoes australia christian louboutin wholesale